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Dal burnout alla rinascita: come ho trasformato la depressione in decompressione

  • fredericjmeloy7
  • Feb 2
  • 3 min read

Introduzione   Ci sono silenzi che pesano più delle parole, e armature che finiscono per soffocarci. Per molto tempo ho creduto che la mia forza stesse nella capacità di sopportare tutto, di andare avanti nonostante la pressione, finché un giorno… tutto si è spezzato.


Il testo che condivido con voi oggi non è soltanto il racconto di una caduta, ma la testimonianza di una decompressione necessaria. È il passaggio dalla “bara invisibile” al blu del cielo. Se ho scelto di diventare coach emozionale, è perché ho imparato, sulla mia stessa pelle, che nel cuore dei nostri crolli si nasconde il nostro più grande spazio di libertà.

Ecco il racconto della mia traversata, scritto per tutti coloro che, oggi, stanno ancora cercando il proprio cielo.


Ci sono momenti nella vita in cui tutto si restringe. Si va avanti sotto pressione, spinti dall’automatismo, dalla paura, dall’obbligo silenzioso di essere forti, presenti, utili.

In quella zona di sovrapressione non si respira davvero. Ci si dimentica di sé.

È lì che il burnout ci aspetta.

E poi, un giorno, tutto si spezza.

Quello che spesso chiamiamo “depressione” è, in realtà, una decompressione. Un vuoto. Un avvallamento. Uno spazio in cui tutto ciò che stava in piedi per abitudine crolla.

Ho attraversato quella zona. E ho capito che non era un baratro. Lo diventa solo se lo rifiutiamo. Se lo accogliamo, diventa un passaggio. Una soglia. Un luogo di rigenerazione.

Col senno di poi, vedo che quella traversata non era una caduta, ma una preparazione. Un’iniziazione interiore. Una formazione silenziosa verso ciò che sto diventando: un coach emozionale.

Per accompagnare l’altro senza perdermi, dovevo prima ritrovare me stesso. Per ascoltare l’altro, dovevo imparare ad ascoltarmi. Per accogliere l’altro, dovevo imparare ad accogliermi.

Ieri, nel cuore di un lavoro su di me, una voce interiore mi ha detto: “Stai uscendo dalla tua bara.”   E ho sentito che era vero.

Per tutta la vita avevo vissuto in una bara invisibile: quella del silenzio, della trattenuta, della paura di mostrarmi. Uno spazio troppo stretto per respirare.

E lì… ne sono uscito. Si è aperto un nuovo spazio. Uno spazio che mi appartiene. Uno spazio in cui posso stare in piedi senza ridurmi.

Gli ho dato un colore: il blu del cielo. Un blu vasto, leggero, aperto. Un blu che respira. Un blu che dice: “Sei vivo. Sei fuori. Sei libero.”

Oggi visualizzo quel blu. Mi dico: “Questo è il mio nuovo spazio.” Non sono più nella scatola. Sono sotto il cielo.

Ho attraversato la pressione. Ho attraversato la depressione. E ora entro nello spazio.

Lo spazio in cui posso dispiegarmi. Lo spazio in cui posso vivere.

Quella traversata mi ha plasmato. Mi ha preparato. Mi ha dato la profondità e la presenza di cui avrò bisogno per accompagnare gli altri.

Non era una fine. Era una chiamata.

Oggi cammino sotto il cielo. E cammino verso il mio posto.


Bonus : Uscire dalla Bara Invisibile

Scheda di Esercizio

Uscire dalla propria Bara Invisibile   Questa scheda ti aiuta a identificare le zone di pressione e a visualizzare il tuo spazio di libertà.

1. Identificare la Scatola

Quali obblighi o paure ti impediscono di respirare oggi? Elenca 3 situazioni in cui ti senti stretto, limitato o costretto a nasconderti.

2. La Decompressione

Se ti permettessi di cedere, di mollare la presa, qual è la prima cosa che crollerebbe? È un’abitudine, una relazione o una paura?

3. Creare il tuo Spazio Blu

Chiudi gli occhi e visualizza un colore che rappresenta la libertà per te. Qual è questo colore?

Fai 5 respiri profondi, immaginando che questo colore riempia tutto lo spazio intorno a te.

Affermazione

Questo è il mio nuovo spazio. Non sono più nella scatola, sono sotto il cielo.

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